“Bello FiGo”… de che? di Salvatore Del Vecchio

 

“Bello FiGo”… de che?

 

…poi te lo metto nel …. quando sei piegato a raccoglierla.

Questa è una delle frasi, della spazzatura canora, espressa da questo assurdo personaggio che si fa chiamare “Bello FiGo” che di bello ha solo un nomignolo impropriamente assunto.

Canzone, accompagnata da un ancor più indecente video, clandestinamente cantata nella “prestigiosa” Università di Pisa, ente, che secondo questo insulto essere, non ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Non esistono aggettivi da abbinare a questo terrorista culturale nazionalizzato “italiano”, le sue canzoni incitano alla inciviltà, alla volgarità, alla perdita dei valori.

Canzoni, così scarne di argomenti intelligenti che rasentano frequentemente la evidente ignoranza grammaticale dove, allo stesso tempo, la satira contenuta nei suoi testi, sbeffeggia il nostro permissivo, debole ed eroso sistema ormai allo sballo e, la nostra debolezza politica sull’argomento “invasione Italia”.

Ancor più sbeffeggiante è la ostentazione di guadagni ottenuti dalla sua analfabetica mondezza musicale, davanti alla povertà di tanta gente intelligente più meritevole.

C’era un detto, tra i tanti dimenticati: “Contadino: scarpe grosse e cervello fino”, qual significato era di non sottovalutare l’intelligenza del contadino.

In questo caso, non dobbiamo sottovalutare l’ignoranza intelligente di questo oscuro personaggio che come un virus miete centinaia di vittime, trovando breccia nella insufficienza immunitaria intellettiva purtroppo sempre più presente nella nostra nuova generazione. Incredibile come viene al caso una vecchia canzone di Adriano Celentano “Il Re degli Ignoranti”, provate ad ascoltarla.

“Bello FiGo” lo abbiamo costruito noi, e noi dobbiamo estirpare questa erba infestante che infetta l’intelligenza, purtroppo il nostro sistema favoreggia la gramigna e stronca l’erba buona.

 

Salvatore Del Vecchio