ECCO A CHI AVREI DATO LA PANCHINA DELL’INTER

  • C’è un uomo, nel calcio di oggi, Davide Nicola, che ha battuto ogni record. Forse non se ne parla abbastanza.
    Il suo record. oltre che in termini numerici, sta nell’aver lavorato con il cuore a pezzi.
    Era il 14 luglio del 2014 quando, a Vigone, nel Torinese, suo figlio Alessandro, 14 anni, venne investito, mortalmente, da un bus, a pochi passi da casa.
    Dopo la salvezza che sa di miracoloso, con il Crotone, il tecnico rossoblù ha voluto dedicare, a suo figlio, questa lettera, resa pubblica.

    “Ciao amore mio, non so dove sei, non so cosa starai facendo. Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera quando correvo per far volare la tua lanterna. O forse sei qui accanto a me… Sì, sono sicuro che sei qui con me. Abbiamo lottato insieme in questo anno complicatissimo”
    “So che tu ci sei sempre stato lì con me. Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e continuare a inseguire l’impossibile. La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, possibile il probabile, e il probabile certo. Ale, questa non è la mia vittoria, ma la nostra, proprio come quella promozione in A del Livorno. Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre e festeggiare. Tutto questo è solo per te e ogni mia conquista è la tua, ogni mia vittoria sarà la tua, ogni mio sogno sarà anche il tuo. Voglio che il mio cuore continui a battere per te e tu possa vivere ancora attraverso me. Le sei perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente”.
    A lui, permettetemelo, avrei affidato la panchina dell’Inter.

    Francesco Leggieri