ANNO CHE VA, ANNO CHE VIENE… FRANCESCO LEGGIERI

 

Occorre fare il bilancio di un anno che se ne va, non possiamo esimerci.

Almeno a Capodanno, scriviamo in prima persona.

Oggi, mentre guidavo, in un insolito centro cittadino svuotato, pensavo e archiviavo… È una cosa che credo tutti facciamo nelle ultime ore dell’anno, anche inconsapevolmente.

Tante le storie tristi che mi sono passate per la mente, Nadia, Francesco, Giorgio…, martiri del nostro territorio. Nel ricordarli, mi è  scappata la lacrimuccia.

Però qualcosa di buono occorre ricordarla. Ce ne sono di belle storie che i miei occhi hanno potuto osservare. Qualcuna ho anche avuto il privilegio di poterla raccontare.

Quando Dalla scrisse “L’anno che verrà”, conosciuta anche come “Caro amico ti scrivo”, forse voleva dire tantissime cose, rifletteva come noi tutti stiamo facendo in questi momenti che anticipano la mezzanotte.

Eravamo negli anni di piombo, 78/79 etc., delitto Moro compreso e lui scrise quel capolavoro mai apprezzato nella giusta misura. Quando dice Si esce poco la sera compreso quando è festa / e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra”, forse allude  alla paura della violenza terrorista e malavitosa che allora causò la chiusura in casa delle famiglie… Oppure le speranze per l’anno nuovo, evocando una specie di Paradiso in Terra in cui si auspica il senso di comunità, chi soffre smetterà di farlo, ci sarà abbondanza per tutti, miracoli simbolici per cui i poveri di spirito di cui sopra potranno esprimersi (i sordi che già lo fanno invece sono gli egoisti, quelli che né ascoltano gli altri né sono disponibili verso il prossimo e connotano la nostra società, omosessualità compresa).

Erano altri tempi ma i problemi restano.

Insomma, per dirla franca, un anno che va via, non sarà mai migliore di quello che arriverà se non nella speranza di ciascuno di noi. Ovvio che non possiamo fasciarci la testa prima di rompercela ma, sarò drastico: per la nostra comunità, non prevedo nulla che possa essere migliore di quanto accaduto prima…

COMUNQUE AUGURI DI BUON ANNO (VECCHIO E NUOVO).