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 Angelo Aquaro non c’è più. Il nostro ricordo

È morto da vivo, Angelo.

Così chiude il suo pezzo Simonetta Fiori, giornalista di Repubblica, evidentemente amica ed estimatrice dell’esimio collega Angelo Aquaro, volato in cielo prematuramente, dopo una vita dedicata al giornalismo.

 

 Angelo Aquaro era un cronista, corrispondente e punto di riferimento degli ultimi 20 anni di Repubblica.

Scrive ancora di lui la Fiori: “Era così Angelo, prima di tutto la responsabilità del giornale. E fino all’ultimo ha fatto quel che desiderava fare: lavorare con gli altri, per gli altri. Difficile imbattersi in un giornalista altrettanto appassionato e curioso, che per il mestiere nutriva una sorta di amore devoto: generoso fin quasi alla dissipazione di sé. Un amore anche irrequieto, perché i veri amori non riposano mai. Di Angelo Aquaro non esiste un fermo immagine, neppure nei giorni bui dell’ospedale, perché immobile non sapeva stare.

C’era sempre qualcosa – una notizia, un titolo, un marchingegno elettronico, un musicista indie newyorkese – per cui valesse la pena di accendersi. Non c’era orario: anche se il giornale era ormai chiuso, alle 11 di sera, un’ultima agenzia di stampa, una telefonata di un corrispondente, bastava per rivoluzionarlo.  Non aveva ancora 54 anni, ma in fondo era senza età, come può esserlo un folletto impaziente.  Nel suo ufficio mostrava una caricatura disegnata da un collega e amico: occhiali da sole da rocker, una chitarra in mano e la scritta “Aquarius, il vicedirettore elettrico”. La considerava un ritratto fedele”.

Nota. Nato in Puglia, a Martina Franca, la passione per il mestiere l’aveva respirata in famiglia, dal padre giornalista. Ma la sua vita professionale comincia lontano da casa, alla Gazzetta di Parma, dove approda giovanissimo dopo un passaggio alla Scuola di giornalismo della Luiss. La grande avventura l’aspetta però a Milano, nel magazine del Corriere della SeraSette, dove si appropria del codice giornalistico del settimanale a cui affiancherà a breve la pratica del quotidiano. Ed è la contaminazione tra le due tecniche di lavoro a costituire la cifra particolare di Angelo, capace di arricchire la fattura delle pagine giornaliere con uno sguardo proprio del magazine: la notizia e il suo approfondimento, l’intervista e il ritratto del personaggio, la cura ossessiva dei dettagli, il titolo che s’impenna nel gioco di parole.

I funerali sabato alle 11 a Roma, nella chiesa di S.Giovanni a Porta Latina, via di Porta Latina 17

Dalla redazione di Box Tarentum, giungano le condoglianze ai genitori Paolo e Franca Aquaro.

Francesco Leggieri

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista, direttore di Box Tarentum. Attualmente conduttore della trasmissione sportiva "Lo Sport a modo mio..." di Tbm canale 212. Redattore del settimanale cartaceo Puglia Press. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). E' stato Caporedattore allo Sport per Puglia Press (quotidiano), redattore per il bimensile Voce del Popolo (con compiti anche di segretario di redazione) e caporedattore per il sito on line la Voce di Taranto e collaboratore di Extra Magazine. Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore di 2 libri. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.